PONTE STRETTO. CAPOZZI (M5S): STERILE PROPAGANDA, SERVIZI SPROFONDANO
(ACON) Trieste, 11 giu - "Mentre il ministro Matteo Salvini
continua a inseguire ossessivamente il progetto colabrodo che
tiene impegnati 15 miliardi di euro, indirizzati verso
l'ipotetica realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina,
milioni di cittadini sono costretti ogni giorno a confrontarsi
con una realtà fatta di infrastrutture carenti, ritardi cronici e
servizi sempre meno affidabili. L'ossessione per il ponte
rischia, così, di trasformarsi nell'ennesima dimostrazione di una
politica molto più interessata agli annunci che alle soluzioni
concrete. I cittadini non hanno però bisogno di slogan, rendering
e inaugurazioni anticipate; hanno invece bisogno di servizi che
funzionino. E su questo, finora, le risposte sono state
decisamente insufficienti".
Lo evidenzia, in una nota, la consigliera regionale Rosaria
Capozzi (Movimento 5 Stelle), che analizza "una situazione ormai
paradossale e che rischia di trasformarsi in uno sterile balletto
a spese delle popolazioni dell'Italia e dello stesso Friuli
Venezia Giulia".
"Viene da chiedersi - aggiunge la Capozzi - in quale Paese viva
chi considera il ponte la priorità assoluta per l'intera
penisola. Certamente non in quello dei pendolari che, ogni
mattina, salgono su treni che arrivano in ritardo, quando
arrivano. Non in quello di studenti e lavoratori che devono
organizzare le proprie giornate prevedendo disagi ormai
sistematici. E nemmeno in quello di interi territori che
attendono da anni interventi di manutenzione e ammodernamento
delle infrastrutture esistenti".
"Anche nella nostra regione - precisa la consigliera - la
situazione è purtroppo sotto gli occhi di tutti: il trasporto
ferroviario sta progressivamente perdendo credibilità come
alternativa all'auto privata, perché puntualità e affidabilità
sono diventate troppo spesso l'eccezione anziché la regola.
Quando poi si verificano eventi meteorologici avversi, come
accade con sempre maggiore frequenza, il sistema mostra tutta la
sua fragilità: ritardi, cancellazioni e disagi diventano quasi
una certezza. Io stessa, da pendolare, vivo quotidianamente
queste difficoltà e conosco bene le conseguenze che provocano
sulla vita delle persone, sul lavoro e sull'organizzazione
familiare".
"Nel frattempo, opere strategiche per il territorio, come il nodo
ferroviario di Udine e l'eliminazione dei passaggi a livello,
continuano a rimanere ferme al palo. E, di fronte a questa
situazione, l'accanimento politico su un ponte di fantasia -
sottolinea la rappresentante del M5S - appare sempre più come una
gigantesca operazione di propaganda: si continua a parlare di
un'opera faraonica da decine di miliardi di euro, mentre i
cittadini chiedono semplicemente di poter andare al lavoro, a
scuola o in ospedale senza dover affrontare ogni giorno un
percorso a ostacoli".
"La vera emergenza infrastrutturale italiana - conclude la
Capozzi - non è costruire una nuova opera simbolo, ma far
funzionare ciò che già esiste. Prima di promettere collegamenti
avveniristici tra due sponde, sarebbe opportuno garantire che i
treni arrivino in orario, che le linee siano efficienti e che le
infrastrutture resistano alle normali condizioni meteorologiche".
ACON/COM/rcm